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tmdb110929512 janv. 2014
Harry Potter è un assegno circolare. Fortunatamente per gli spettatori, è anche una serie che migliora di episodio in episodio, e questa nuova, spettacolare, puntata diretta da Cuaròn, che rientra nel progetto di far dirigere ogni nuova pellicola della serie ad un regista diverso, rappresenta, almeno fino al 2005, il punto più alto della eptalogia in divenire.
Pur armato di forbici e cesoie, il regista messicano, già realizzatore del bizzarro Y tu mama tambien, viaggio iniziatico di due adolescenti alla scoperta del sesso e della vita, riesce a conferire a Potter un'immagine molto più adulta e convincente che nei due film passati, a dispetto del solo anno trascorso cronologicamente dalle sue ultime avventure.
Eliminate le derive bamboccesce di matrice Spielberghian/Columbesche, Harry Potter si presenta al pubblico in una veste più dark ed oscura. Stavolta i nemici e gli incubi non vengono dall'esterno ma dall'animo dei protagonisti e molti temi, pur se non approfonditi, mantengono alto il livello di attenzione "sociale": la mancanza di genitori e di punti di riferimento, il razzismo, il dualismo delle personalità degli individui e la non assolutezza del male, le classi sociali, l'ingiustizia.
Strepitoso il cast, che, ancora una volta, raccoglie il gotha del cinema anglossassone. Oltre ai soliti noti (Smith, Rickman) si aggiungono due mostri sacri come Oldman (sottovalutatissimo e qui splendido "villain") e Thewlis (già strepitoso ne L'Assedio e Naked), la sempre apprezzabile Emma Thompson e una manciata di caratteristi che solo un certo tipo di cinema riesce a sfruttare appieno come Timothy Spall, attore feticcio di Mike Leigh e Julie Christie.
Formalmente perfetto, Harry Potter and the Prisoner of Azkaban, continua la climax ascendente della serie: lo spirito del libro, avviso per i puristi, è salvo, anche se le due ore e mezza di proiezione, fatalmente, non bastano. A questo punto, la patata bollente passa nelle mani di Mike Newell.....
Il terzo capitolo della saga di Harry Potter, tratto dal romanzo di J.K. Rowling. Diretto dal grande Cuarón, questa opera segna un leggero cambio di tono rispetto ai primi due capitoli, con un'atmosfera più cupa, matura e cinematografica, senza perdere la magia e l'ironia che hanno reso unica la saga. Con Radcliffe, Grint, la Watson e il nuovo Silente, interpretato da Gambon dopo la scomparsa di Harris nel 2002, questa avventura porta Harry, Ron e Hermione ad affrontare Sirius Black e i segreti legati al passato di Harry. Un capitolo amatissimo, acclamato dalla critica e candidato a 2 Premi Oscar, ancora oggi considerato tra i migliori dell'intera saga.